La famiglia Dorin

PERSONAGGI

Quattro generazioni di passione, innovazione e rispetto per le maestranze

Nel comune di Fiesole, dove la storia e l’innovazione si incontrano lungo le rive dell’Arno, sorge un’eccellenza industriale italiana: le Officine Mario Dorin.

Nel comune di Fiesole, dove la storia e l’innovazione si incontrano lungo le rive dell’Arno, sorge un’eccellenza industriale italiana: le Officine Mario Dorin. Fondata nel 1918 dal cavaliere Mario Dorin, l’azienda è oggi un punto di riferimento mondiale nella produzione di compressori per la refrigerazione, ma la sua vera forza risiede in un valore spesso dimenticato: l’attenzione per le persone.

Le origini: un sogno nato tra sacrificio e ingegno

“Dormire poco e lavorare molto”: era questo il motto di Mario Dorin, un uomo che, sostenuto dalla moglie Adele, decise di abbandonare la strada tracciata dal padre per inseguire un sogno. In un piccolo laboratorio in via delle Casine a Firenze, insieme all’amico e dipendente Buonaiuti, iniziò a lavorare di tornitura per terzi. Ma la sua vera rivoluzione fu intuire che l’Italia aveva bisogno di produrre freddo in modo industriale, sostituendo le lastre di ghiaccio con soluzioni innovative per la conservazione degli alimenti.

Fin da allora, Mario Dorin comprese che il successo di un’impresa non dipende solo dalle macchine, ma dalle persone che le fanno funzionare. Durante la guerra, pur dedicando parte della produzione a componenti aeronautici, non perse mai di vista il benessere dei suoi collaboratori. E quando, nel 1947, decise di concentrarsi esclusivamente sul settore frigorifero, lo fece coinvolgendo i figli Amabile, Giovanni e Gianpaolo, creando così una cultura aziendale basata sulla famiglia e sulla fiducia.

Il legame con Fiesole: radici lungo l’Arno

La storia di Dorin è profondamente legata al territorio di Fiesole, in particolare alla località di Compiobbi, dove l’azienda ha trovato la sua casa definitiva. Qui, sulle rive dell’Arno, tra la tradizione artigianale fiorentina e la vocazione industriale del territorio, le Officine Mario Dorin hanno costruito non solo compressori, ma una comunità di lavoro. Lo stabilimento di Compiobbi, inaugurato nel 1970, non è solo un luogo di produzione: è il simbolo di un’azienda che ha saputo crescere insieme al territorio, valorizzando le competenze locali e contribuendo allo sviluppo economico e sociale della zona.

La crescita: innovazione e rispetto per le maestranze

Negli anni del boom economico, le Officine Mario Dorin diventarono un simbolo di eccellenza italiana, esportando i propri compressori in tutta Europa. Ma la vera svolta arrivò negli anni ’90, quando l’azienda decise di investire in tecnologie sostenibili, come i compressori a CO₂, anticipando le esigenze di un mercato sempre più attento all’ambiente.

Ciò che ha reso Dorin unica, però, è stato il modo in cui ha affrontato le sfide: senza mai dimenticare le maestranze. Anche durante la crisi economica del 2008, sotto la guida dell’ingegner Mario Dorin (nipote del fondatore), l’azienda riuscì a superare le difficoltà senza ricorrere alla cassa integrazione, dimostrando che è possibile coniugare innovazione e rispetto per chi lavora.

Oggi: una tradizione che guarda al futuro

Oggi, la quarta generazione della famiglia Dorin – con Mario, Giovanni, Nicola, Benedetta e Giuseppe Balduino – continua a portare avanti l’eredità del fondatore. Lo stabilimento di Compiobbi rimane il cuore pulsante dell’azienda, dove ricerca, sviluppo e produzione si fondono con la passione di chi crede nel proprio lavoro.

Il motto di Mario Dorin, “Ciò che conta è che tutti i prodotti siano perfetti”, è più attuale che mai. Ma dietro ogni compressore, ogni innovazione e ogni successo, c’è sempre stata una filosofia imprenditoriale rara: quella di un’azienda che cresce insieme alle persone che la rendono grande.

Un modello da riscoprire

In un’epoca in cui l’industria spesso dimentica il valore delle maestranze, la storia della famiglia Dorin è un esempio di come tradizione, innovazione e rispetto per il lavoro possano camminare insieme. Un’eredità che, partendo da Fiesole e dalle rive dell’Arno, continua a ispirare il mondo.