Ebbi l’intuizione che quest’opera si doveva protendere verso lo spazio, verso la valle.

Pochi mesi prima di morire, lo scultore Marcello Guasti (1924-2019) è tornato sul colle di San Francesco a Fiesole per raccontare la storia del suo capolavoro bronzeo del 1964, in un video realizzato per la mostra “Marcello Guasti, Giovanni Michelucci, e il Monumento ai Tre Carabineri” (Fiesole, 17 febbrario – 30 settembre 2019). Nel 1964, in occasione del 20° anniversario della Liberazione di Fiesole, il Comune decise di onorare i Tre Carabinieri e si rivolse a Giovanni Michelucci.

Fu il celebre architetto a individuare nel Parco della Rimembranza il luogo ideale per l’erezione del monumento. Michelucci propose un allestimento paesaggistico per una grande scultura e invitò a concorrere quattro giovani artisti toscani. Vinse Guasti, il quale spiega nell’intervista di aver precisato le forme del monumento e la collocazione in collaborazione con Michelucci. Alto più di cinque metri, il bronzo dalla superficie mossa, ruvida e sapientemente lavorata, eseguito in 45 elementi assemblati in loco, si inserisce in dialogo con l’ambiente circostante. Dal cuore di una grande tenaglia fuoriescono lingue di fuoco aggrovigliate, allusive al simbolo della fiamma dell’Arma.

Nel video Guasti spiega: «Ebbi l’intuizione che quest’opera si doveva protendere verso lo spazio, verso la valle. Allora l’idea fu di fare questa tenaglia e questa fiamma che la squarciava. Quindi aveva anche un significato simbolico della lotta fra il bene e il male e doveva essere messa in un punto che si potesse protendere verso l’infinito, verso lo spazio della valle di Firenze».

A cura di Jonathan Nelson

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Marcello Guasti, scultore. Slancio verso l’infinito
Intervista a Marcello Guasti, Fiesole, Parco della rimembranza, 13 Giugno 2018