ARTI, TRADIZIONI E PATRIMONIO

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Io sono un surrealista tardo… prima non m’interessavo né di Fiesole né del mio paese, per me è stata una scusa prendere Compiobbi conoscendolo bene, continuando a conoscerlo facendo ricerca in archivio come se fosse un’opera artistica questa qui, concettuale, in effetti…

(Berlinghiero Buonarroti, intervista 2011)

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Oltre ed attraverso i patrimoni istituiti, visibili allo sguardo, che strutturano lo spazio della città e le sue campagne: chiese e conventi, tabernacoli e cappelle, monumenti, palazzi, ville, rovine, musei e teatri… una moltitudine di forme espressive compone il terreno vivo della creatività artistica e delle tradizioni locali. Insieme alle opere in cui la comunità si rappresenta ed esibisce, che ‘fanno paesaggio’ conosciuto e riconosciuto, molteplici e meno visibili opere di creatività costruiscono i paesaggi del quotidiano. Qui si esprimono stili, gusti e poetiche locali.

Dipingere, disegnare, scolpire, fare ricerca, trasmettere detti, racconti e motti di spirito, aneddoti e leggende, cantare, suonare e recitare nello spazio della città sono gesti che legano e collegano tra loro le generazioni, i gruppi sociali e familiari, strutturando il tempo e lo spazio locale. Gruppi di canto, teatro e musica sono testimonianze vive di una laboriosa società locale.

Fiesole delle arti

In un territorio di forti tradizioni artistiche come Fiesole, le ‘comunità, i gruppi ed individui’ sembrano riconoscersi in una condivisa passione per le arti al plurale, declinate in tante espressioni particolari. Giardini, quadri, strumenti e spartiti musicali, copioni teatrali, scalpelli, matite e pennelli, cartoline e fotografie di paesaggio abitano ogni angolo del territorio, animano le conversazioni e si affacciano negli scambi quotidiani. Le mura etrusche ed il teatro romano non sono rovine del passato, ma memoria viva e attiva nel presente. Gli ‘inglesi che hanno fatto la collina’ e le sue ville, il Grand Tour, i ‘grandi del Rinascimento’ che hanno passeggiato per le strade fiesolane, gli scalpellini di Montececeri protagonisti delle architetture fiorentine, le avanguardie artistiche che l’hanno scelta come luogo d’elezione, abitano il quotidiano della città, in una passione per le arti che non finisce di raccontarsi, tessendo i fili resistenti di una storia locale dominata da quella che spesso appare come la segreta energia dell’arte che salva. Qui collettivi d’artisti, esperienze di ricerca, sperimentazione musicale e teatrale abitano e animano la vita della comunità, in un processo di ricerca critica e creativa.

Ricerche fiesolane: una collina internazionale

Alcuni luoghi incarnano con particolare vigore queste passioni artistiche ed intellettuali. La fondazione Giovanni Michelucci, la Fondazione Primo Conti, la Scuola di Musica di Fiesole, Villa I Tatti… sono luoghi di lavoro e ricerca: rivelano in modo originale la vocazione artigiana e lo spirito internazionale che costituisce una cifra del paesaggio fiesolano. Il territorio si esprime anche attraverso esperienze meno note, inedite e nascoste.  Scendendo da Fiesole verso Compiobbi, nella valle dell’Arno, “L’Archivio del tempo che passa”, è un esempio di tenace ricerca attraverso i confini tra storia locale, arti e scienze. In continuità con la lezione delle avanguardie novecentesche e del surrealismo francese, questo produce continue scoperte attraverso un’opera solitaria e laboriosa di scavo nelle “favolose miniere” della memoria territoriale.

Mia nonna… lei ogni evenienza la riportava ad un proverbio, ad un detto, lo considerava come “vox populi, vox Dei”. I proverbi cristallizzavano e tramandavano. Proverbi, testi popolari sotto forma di filastrocche, storie di magia, canti che si usavano nei campi…

(Mauro Marrani, intervista 2011)

Un pittore fiesolano

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